In ambito medico oculistico si verificano casi di malasanità direttamente collegabili ad errori interventistici, nonché per ritardi od omissioni di esami diagnostici o interventi chirurgici.
L’errore chirurgico più comune è rappresentato dalla lesione del nervo oculare a seguito di interventi di riduzione del glaucoma. Nella fase operatoria ovvero post-operatoria si può verificare la complicanza di un’infezione o emorragia che se tardivamente diagnosticata o curata provoca la riduzione e/o perdita della vista.
Gli errori più comuni di errata/ritardata diagnosi/cura sono:
- Riduzione/perdita della vista in neonato prematuro in assenza di monitoraggio, ovvero mancata interpretazione dei sintomi della sofferenza;
- Ritardo nella prescrizione di esami specialistici in presenza di evidenti sintomi (persistente arrossamento/gonfiore degli occhi) il cui ritardo diagnostico comporta una sensibile riduzione o perdita della vista;
- Errata diagnosi in soggetto adulto con successivo ritardo interventistico che comporta la riduzione ovvero perdita totale della vista;
- Errata prescrizione di colliri a base di cortisone il cui abuso provoca glaucoma con successiva perdita della vista;
- Laserterapia per correzione miopia in assenza di preventiva e successiva fluorangiografia per prevenire e curare aree ischemiche.
I DANNI RISARCIBILI
La lesione permanente da diritto al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.
Il calcolo del danno biologico va effettuato in virtù di criteri elaborati dalla scienza medico – legale di seguito indicati:
– 85% danno biologico (cecità assoluta bilaterale)
– 28% danno biologico (cecità assoluta monolaterale)
Unitamente al danno biologico da riduzione o perdita della vista va liquidato il danno estetico assieme al danno psichico ed esistenziale nonché il danno da perdita di chance lavorativa.